Sono arrabbatissimo prima col computer, poi con ciò che ho letto sulla Repubblica: un schemo scientifico che ha scritto, "La Filosofia è morta. Sembra che l'articola giri intorno all'esistenza di Dio o qualche senso sovraumano della nostra vita." Come se un scienziato potrebbe impedirci a pensare, usare la nostra imaginazione. Già Nietsche ha detto che lui preferiva mentire che seguire i fatti provabili. E' propro questa scienza dei fatti che ha contribuito a arretrarsi e ridurre gli esseri umani a pecore che corrono per il macello. Almeno i filosofi pop hanno una loro idea.
Apri la bocca e sbagli, è il mio pensiero del giorno e in questo senso anche il pop mi senbra un a filosofia di trogloditi che fanno uno snobismo della loro conoscenza, forse non ben appliccata bene, di filosofi come Merleau-Ponty, Derrida ed altri per accusare altri ancora che pensano diversamente di snobismo.
Se si tratta della filosofia accademica l'accusa è, non sempre, ma per la maggior parte giustificata, qui mancano i contenuti. Già Schopenhauer ha scritto che, con gli accademici culturali, c'è solo una cosa da fare: ignorarli, non perdere tempo ed energia con loro; considerarli invece come una specie interessante d'insetto. Un'amica ed io abbiamo avuto la sfortuna di dover tradurre i loro tesi e saggi in inglese - meglio tacere su questo orrore senza senso.
Ma se Simone Regazzoni - per cui ho affetto e ammirazione - parla dello snob di turno che si vanta di non aver mai preso la TV, mi sembra un giudizio troppo facile. Ma non voglio prenderlo troppo alla lettera: dipende della persona, del tono di voce, ma potrebbe anche essere una persona, che sapendo cò che la TV, per la maggior parte ci offre, ha voluto difendersi dal barbarismo o per impedire che la sua famiglia diventasse TV dipendente. E Simone non vorrà dirmi che il mio amore per Schubert, Webern, Stockhausen abbia qualcosa a che fare col snobismo: si tratta dei contenuti.
Nella mia infanzia in un villaggio della Namibia in Africa vi fu un'inversione completa dello snobismo. Non esisteva niente oltre alla cultura pop. Son cresciuto con i comics americani, i film americani, cantanti come The Andrew Sisters, Bing Crosby, Tex Ritter, Jeanette McDonald e Nelson Eddie. La msica cosi-detta classica fu una cosa merdosa che suscitava il puzzo sotto l naso. : MA vi fu un armadio e nel cassetto più basso c'erano dischi a 78 giri di mio nonno Ho curiosato e poco a poco ho deciso che la musica cattiva mi piaceva più della musica 'buona.' Figuriamoci un paragone tra il primo Trio per pf. ed archi di Schubert con Bing Crosby e le sorelle Andrews! Ho capito questo abbastanza velocemente Ho portato il nostro vecchio gramofano su un picnic e ho messo su il trio di Schubert. Mia madre ha detto, "Ah, Felix voule migliorare la nostra cultura." Sono rimasto scioccato e male. Per me quella musica fu la vita stessa e non aveva niente a che fare con 'la cultura.'
Più tardi sono stato snobato nei due sensi, due volte. Passavo le vacanze con un amico svizzero. Avevo con me il romanzo Showboat di cui aveva visto il film musical.Niente mi sembrava più romantico che navigare il Mississipi con un show-busines troupe. La madre svizzera ha convocato la sua famiglia per spiegare che scandolo fosse leggere libri di questo genere. Alla prossima vacanza stavo leggendo la seconda parte del Faust di Goeth;, un'altra conferenza di famiglia per spiegare quanto fosse ridicolo per un ragaazzo della mia età leggere Goethe. - A Verona, Mizzole, la stessa storia. Per imparare l'italiano ho letto racconti di una revista per donne, Oggi o Gente e orrore degli orrori, Intimità che allora aveva storie avventurose e romantiche. L'ho fatto non solo per accuuulare vocaboli facilmente a anche perchè credo che dobbiamo conoscere una lingua a tutti i suoi livelli. La signora della casa mi ha scoperto in cucina con Intimità in mano- e' rimasta scovolta e mi ha rimproverato molto - come se io non sapessi cosa avevo in mano! dopo aver scritto una tesi sulla poesia tedesca - Più tardì gli stessi rimproveri da marito e moglie, ma violenti, perché stavo studiando Dante. Mi hanno consigliato di leggere L'Espresso, figuratevi L'Espresso. Mai e poi mai! O Intimità che non esiste più - o Dante, Dino Campana, ma mai la letteretura della classe media. In questo sono davvero uno snob, no non uno snob, ma un allergico-
Il peggiore snobismo che ho incontrato in Italia è stato tra gli intellettuali di sinistra, ma questo è tutto un capitolo a sé. E ho il leggero sospetto che lo siano anche i filosofi del pop con la loro armatura di Heidegger, Merleau-Ponty, Derrida ed altri - ma spero di sbagliarmi.