lunedì 11 aprile 2011

Un e-mail rfiutato

Caro Simone (Regazzoni)

Prima, ho dimenticato, che posso anche mandarti un libro mio - molto breve, pubblicato a Verona.

Mi vergogno quasi averti mandato le cazzate dell'ultima lettera. Indaffarato come sei, ignorale. Vorrei solo fare un tentativo in pochissime parole del perché ho reagito male (vedi il mio profilo) non al tuo libro, ma alla filosofia cosiddetta pop..

Sotto il titolo 'pop' succedono una marea di cose buone, cattive, cattivissime ma i commenti dei filosofi pop sembrano accettare tutto in un blob positivo compreso Grande Fratello. Non ci sono distinzioni critiche.

La maggiore parte del pop non è davvero popolare, ma manipolato dal commercio, l'industria, e trasforma la gente in pecore piuttosto che in soggetti democratici.

Frasi come "la filosofia non è innocente" sono di un’irrilevanza inconcepibile.

Mi fermo qui. Probabilmente ignorerai questi commenti, ma li tengo per me.Altri commenti critici da trovare sul mio profile Facebook.

Rispettami nel tuo odio.

Sempre con affetto, considerando che tu come io vogliamo il giusto per il mondo in cui viviamo,
Felix

venerdì 8 aprile 2011

Rabbia! Rabbia! Rabbia!

Voleva rilassarmi oggi con fenomeni pop che m'interessano e che ammiro, ma il mio senso civico ha avuto il sopravvento. Basta pensare al fatto che la nostra pianeta è l'unica di cui sappiamo che è cos' ì ricca fi vita e risirorsi e che la stiamo distruggendo. Non c'è più tempo per cazzate, tipo:

"La filosofia non è più innocente",  è il punto di partenza rhetorica di on testo dei filosofi del pop come se fosse il manifesto dello stesso Marx.  Questa frase non è un luogo commune: è privo di qualsiasi senso. Chi l'ha mai affermato? Kant, Hegel, Nietzsche? Ormai sappiamo tutti che l'accademia universitaria è fatto di imbroglioni che sanno d'esser'lo e se ne fregano. Ho le prove, ma se dovessi rivelarle, qualcuno potrebbe perdere il suo di lavoro. Così innocente è l'accademia. Di certo ci saranno eccezione qua e là.

Non c'è assolutamente niente nel nostro mondo chia sia innocente, sia le mie parole su questa pagina, sia la filosofia pop, sia frasi di convenzione tipo, "Come stai?"

Più avanti, l'autore del testo scrive. "E' tempo per la filosofia di abbandonare il suo recinto." Come se tali tentaivi sono mai stato fatto dai tempi di Nietszche in poi.

Il commento finisce così.
"La pop filosofia è una filosofia mutante dotata di potere essoterico: vale a dire in grado di arrivare al vasto pubblico. Il che non significa in alcun modo che sia semplice o che non richieda sforzi. E' complessa, proprio come alcune opere pop di cui si occupa: da Lost a Evangelion."

Non si può fare a meno dell'essoterico, e qui abbiamo già perso le masse e la cultura pop. Questa non significa che non dovrebbe esserci un filosofia pop, ma deve essere una filosofia critica che non gyarda nessuno negli occhi, non solo un inno a qualsiasi cosa che appare sulla TV che sarebbe una filosofia del barbarismo.

la prosiima volta cercherè di fare una critica popolare del pop.

giovedì 7 aprile 2011

Chiunque sei, salva la nostra terra!

Che ci vorrebbe una critica filosofica della cultura pop è ovvio, ma una filosofia che mira soltanto a giustificarla a tutti costi è certamente fasulla.

Scrivono com se ci fosse una battaglia da vincere, quando la battaglia è già stato vinta da molti decenni. Scrivono di democrazia come se questa democrazia non ci fosse già stabilita come dittatura del lumpen-proletariato. Marx aveva in mente qualcosa di molto diverso.

Non è una cultura popolare nel vero senso della parola, ma una cultura del tutto manipolata dal capitalismo sfrenato e del commercio - almeno del 90%  Non voglio dire che niente di buono è apparso nella cultura pop: Marilyn Monroe, con la sua personalità, qualque telenovela, autore e cantante che riesce malgrado tutto a penetrare le porte del carcere. Aggiungerò qualche critica in questo senso nei miei commenti.

Per adesso voglio solo dire che chi alza la bandiera del pop solo per giustificarla senza distinzioni s'arreampica sulla stessa barca di Berlusconi - già una figura pop - che mira alla distruzione della cultura tutta quanta. Questo fatto non può essere confuso con la decostruzione filosofica, un traguardo già raggiuno da Schoenberg. Picasso ed altri un secolo fa. Il traguardo del pop d'oggi è di chiudere col grido trionfale di 'snob.'

Sono consapevole (a) d'essere uno contro millioni, (b) che avrei potuto fraintendere le intenzioni dei nuovi filosofi. Ma i loro commenti e piccoli manifesti non promettono bene

mercoledì 6 aprile 2011

Snobismo

Sono arrabbatissimo prima col computer, poi con ciò che ho letto sulla Repubblica: un schemo scientifico che ha scritto, "La Filosofia è morta. Sembra che l'articola giri intorno all'esistenza di Dio o qualche senso sovraumano della nostra vita." Come se un scienziato potrebbe impedirci a pensare, usare la nostra imaginazione. Già Nietsche ha detto che lui preferiva mentire che seguire i fatti provabili. E' propro questa scienza dei fatti che ha contribuito a arretrarsi e ridurre gli esseri umani a pecore che corrono per il macello. Almeno i filosofi pop hanno una loro idea.

Apri la bocca e sbagli, è il mio pensiero del giorno e in questo senso anche il pop mi senbra un a filosofia di trogloditi che fanno uno snobismo della loro conoscenza, forse non ben appliccata bene, di filosofi come Merleau-Ponty, Derrida ed altri per accusare altri ancora che pensano diversamente di snobismo.

Se si tratta della filosofia accademica l'accusa è, non sempre, ma per la maggior parte giustificata, qui mancano i contenuti. Già Schopenhauer ha scritto che, con gli accademici culturali, c'è solo una cosa da fare: ignorarli, non perdere tempo ed energia con loro; considerarli invece come una specie interessante d'insetto. Un'amica ed io abbiamo avuto la sfortuna di dover tradurre i loro tesi e saggi in inglese - meglio tacere su questo orrore senza senso.

Ma se Simone Regazzoni - per cui ho affetto e ammirazione - parla dello snob di turno che si vanta di non aver mai preso la TV, mi sembra un giudizio troppo facile. Ma non voglio prenderlo troppo alla lettera: dipende della persona, del tono di voce, ma potrebbe anche essere una persona, che sapendo cò che la TV, per la maggior parte ci offre, ha voluto difendersi dal barbarismo o per impedire che la sua famiglia diventasse TV dipendente. E Simone non vorrà dirmi che il mio amore per Schubert, Webern, Stockhausen abbia qualcosa a che fare col snobismo: si tratta dei contenuti.

Nella mia infanzia in un villaggio della Namibia in Africa vi fu un'inversione completa dello snobismo. Non esisteva niente oltre alla cultura pop. Son cresciuto con i comics americani, i film americani, cantanti come The Andrew Sisters, Bing Crosby, Tex Ritter, Jeanette McDonald e Nelson Eddie. La msica cosi-detta classica fu una cosa merdosa che suscitava il puzzo sotto l naso. : MA vi fu un armadio e nel cassetto più basso c'erano dischi a 78 giri di mio nonno Ho curiosato e poco a poco ho deciso che la musica cattiva mi piaceva più della musica 'buona.' Figuriamoci un paragone tra il primo Trio per pf. ed archi di Schubert con Bing Crosby e le sorelle Andrews! Ho capito questo abbastanza velocemente Ho portato il nostro vecchio gramofano su un picnic e ho messo su il trio di Schubert. Mia madre ha detto, "Ah, Felix voule migliorare la nostra cultura." Sono rimasto scioccato e male. Per me quella musica fu la vita stessa e non aveva niente a che fare con 'la cultura.'

Più tardi sono stato snobato nei due sensi, due volte. Passavo le vacanze con un amico svizzero. Avevo con me il romanzo Showboat di cui aveva visto il film musical.Niente mi sembrava più romantico che navigare il Mississipi con un show-busines troupe. La madre svizzera ha convocato la sua famiglia per spiegare che scandolo fosse leggere libri di questo genere. Alla prossima vacanza stavo leggendo la seconda parte del Faust di Goeth;, un'altra conferenza di famiglia per spiegare quanto fosse ridicolo per un ragaazzo della mia età leggere Goethe. - A Verona, Mizzole, la stessa storia. Per imparare l'italiano ho letto racconti di una revista per donne, Oggi o Gente e orrore degli orrori, Intimità che allora aveva storie avventurose e romantiche. L'ho fatto non solo per accuuulare vocaboli facilmente a anche perchè credo che dobbiamo conoscere una lingua a tutti i suoi livelli. La signora della casa mi ha scoperto in cucina con Intimità in mano- e' rimasta scovolta e mi ha rimproverato molto - come se io non sapessi cosa avevo in mano! dopo aver scritto una tesi sulla poesia tedesca - Più tardì gli stessi rimproveri da marito e moglie, ma violenti, perché stavo studiando Dante. Mi hanno consigliato di leggere L'Espresso, figuratevi L'Espresso. Mai e poi mai! O Intimità che non esiste più - o Dante, Dino Campana, ma mai la letteretura della classe media. In questo sono davvero uno snob, no non uno snob, ma un allergico-

Il peggiore snobismo che ho incontrato in Italia è stato tra gli intellettuali di sinistra, ma questo è tutto un capitolo a sé. E ho il leggero sospetto che lo siano anche i filosofi del pop con la loro armatura di Heidegger, Merleau-Ponty, Derrida ed altri - ma spero di sbagliarmi.

martedì 5 aprile 2011

Introduzione e il signicato di 'pop.'

Ho conosciuto la pop filosofia tramite un mio amico che conosce tutto e ha letto tutti i libri di Simone Regazzoni. Ispirato da lui ho letto la Pornosofiai, ll porno essendo un discorso che interesse anche me. Poi ho guardato tutti i testi, quasi manifesti al riguado su Google. Questi manifesti lasciano da desiderare e son per la maggior parte scadenti. al mio amico non è piacuto il testo sulla Pornosofia, amd a me non interssano il piacere e non piacere, ma cò he ha da dire il testo, che è rigoroso e presenta un puzzle su cui fermarsi con attenzione. (Purtroppo ho perso 'Dr. House' e 'Lost', fr orse perché n)on ho guardato la tv a quelle ore.)
Già il fatto che Simone abbia scelto tre soggetti particolari, suggerisce che lui abbia fatto una scelta di telenovelle più interssanti di altre. Ma dagli altri manifesti di pop filosofia, il pop appare come un hulk a precsnidere dai contenuti. Perfino Grande Fratello viene classificcato come pop, andche sappiamo tutti chei protagonisti hanno una bibia da seguire, come disse un protagnista, che esige il comportamento più cattin vo possibile, non per decostruire la m normalità me perché crea un audience e soldi per i produttori. E' questo ciò ch'indete per pop art? Anche se le sgride dei protagonisti, ripetute in continuazione, diventano una noia mortale? E Maria dei Felippi ch sta lì col sorriso compiacente perché vede i soldi danzare nell'aria, mentre presiedo su un circolo dell'inferno dantesca in Uomini e Donne e altr prgrammi. Lei è diventata un sietata donna d'affari nella Mediaset.

I filofo pop non fanno abbastanza per dissociarsi da un concetto del pop che sa positivo non importe i suoi contenuti.