Che ci vorrebbe una critica filosofica della cultura pop è ovvio, ma una filosofia che mira soltanto a giustificarla a tutti costi è certamente fasulla.
Scrivono com se ci fosse una battaglia da vincere, quando la battaglia è già stato vinta da molti decenni. Scrivono di democrazia come se questa democrazia non ci fosse già stabilita come dittatura del lumpen-proletariato. Marx aveva in mente qualcosa di molto diverso.
Non è una cultura popolare nel vero senso della parola, ma una cultura del tutto manipolata dal capitalismo sfrenato e del commercio - almeno del 90% Non voglio dire che niente di buono è apparso nella cultura pop: Marilyn Monroe, con la sua personalità, qualque telenovela, autore e cantante che riesce malgrado tutto a penetrare le porte del carcere. Aggiungerò qualche critica in questo senso nei miei commenti.
Per adesso voglio solo dire che chi alza la bandiera del pop solo per giustificarla senza distinzioni s'arreampica sulla stessa barca di Berlusconi - già una figura pop - che mira alla distruzione della cultura tutta quanta. Questo fatto non può essere confuso con la decostruzione filosofica, un traguardo già raggiuno da Schoenberg. Picasso ed altri un secolo fa. Il traguardo del pop d'oggi è di chiudere col grido trionfale di 'snob.'
Sono consapevole (a) d'essere uno contro millioni, (b) che avrei potuto fraintendere le intenzioni dei nuovi filosofi. Ma i loro commenti e piccoli manifesti non promettono bene
Nessun commento:
Posta un commento